E' tornato Igort, uno degli autori più importanti degli anni '80, dopo aver lavorato in Giappone eccolo sfornare un volume: Sinatra, edito dalla Coconino Press.
Si tratta di un giallo funky newyorkese, tra i Goodfellas della mala, architettonico, profondamente espressivo, un capolavoro da leggere con impegno e attenzione alle forme. Un giallo fatto di attese e prospettive, sogni e visioni, viste con gli occhi di Tony Lo Cicero, detto Sinatra per via della sua passione canterina verso The Voice.
Si parla forse di gente che ha perso, che ha fatto una mano di troppo con le carte della vita, e mentre la metropoli va avanti a sorridere, con quel sorriso finto odontoiatricamente gelido e perfetto, là, nell'angolo buio dei perdenti si muove il nostro protagonista.
Io lo dico subito, non è una cosa "facile" da leggere, non è Braccio di Ferro e non è un Manga, è un racconto visivamente crudo, secco nelle forme e svestito dal pesante doppiopetto grigio del disegno realistico puro, è più evocativo che descrittivo, è più "L'uomo Che Fuggi Dal Futuro" che "Guerre Stellari", è più "Curtis Mayfield" che "Karl Douglas", è più Igort che altro.
Igort : Sinatra
22 x 29 cm. 96 pp, 3 colori in grande formato
Coconino Press
L. 22000