Sono al secondo numero le avventure di Gregory Hunter, l'ultima serie di Sergio Bonelli Editore creata da Antonio Serra (uno tra i più prolifici autori bonelliani, uno dei "papà" di Nathan Never e creatore di Legs).
E' una Space Opera pura, un impianto narrativo corposo quanto un universo da esplorare, da raccontare con la voce impostata stile Metro Goldwin Mayer: "Gregory Hunter, a bordo del suo incrociatore spaziale Jolly Roger ....."
E' l'evocazione dell'eroe puro, del paladino fantastico del quale (forse) tutti abbiamo bisogno, è frutto di un enorme lavoro di documentazione e di assestamento di stile, per forza epico, per forza assoluto e saldo sul principio buoni contro cattivi.
E' un richiamo, una sorta di ristrutturazione dell'avventura spaziale classica, da leggere nel vero senso della parola, ricco di dialoghi, rumori, didascalie narranti e nemici dall'oltrespazio.
Storie di grande respiro, gestite con lo spirito narrativo dell'epoca d'oro dei fumetti italiani , se fosse un film sarebbe in widescreen panavision, se fosse alta moda si direbbe: un ritorno al classico!
Io e molti altri ci crediamo da matti, e ho voglia di tornare un po' bambino, quando le astronavi facevano WOOOSSSHHH e i Predoni Spaziali facevano ancora paura, voglio vivere quelle atmosfere da SciFi Magazine, laser e robot, donnine in minigonna e la scritta rassicurante alla fine: " Grazie a Gregory Hunter la galassia è ancora salva!".