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Martin Parr
Uno sguardo ironico e insolito su attualità e la realtà sociale, con immagini innovative sul filo del paradosso: è quanto propone l'opera di Martin Parr, fotografo inglese, al centro di una retrospettiva inaugurata ieri sera e da oggi sino al 19 novembre in mostra a "Forma" (www.formafoto.it), centro internazionale di cinematografia di Milano. Un'antologica, spiega in una nota "Forma", che intende esplorare le modalità con cui, nelle ultime tre decadi (1970-2005), "l'autore sia riuscito a rivitalizzare e connotare in modo unico la fotografia di documentazione sociale, diventandone una delle figure più innovative ed influenti".
Parte delle realizzazioni più importanti ed innovative risalgono ai primi anni Settanta, quando l'autore era ancora nell'Inghilterra del Nord, manifestando da allora un'attenzione, rimasta poi costante, per la vita sociale e domestica, con invenzioni ed allestimenti (Home Sweet Home, Love Cubes e June Street), che rappresentano un viaggio nelle case del ceto medio lavoratore di Manchester, alla ricerca del "sublime ordinario". Provocazioni, con incursioni nella sfera dell'ordinario e del cattivo gusto, alla ricerca di quel senso comune, sono rimaste una costante nel lavoro del fotografo, spiega ancora Forma.
La mostra, a cura di Val Williams, con 200 fotografie tra colore e bianco e nero, presenta dunque l'intera produzione di Martin Parr e cerca di ricreare, laddove possibile, il senso delle istallazioni realizzate in passato, per recuperare l'atmosfera dei suoi diversi interventi artistici e fotografici. Prima di Milano, unica tappa italiana, la mostra è stata presentata al Barbican di Londra e alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Il catalogo "Martin Parr" (355 pagine, 600 fotografie) a cura di Val Williams è pubblicato da Contrasto.
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