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Tradizione e distinzione
Pallone e Ss, 'Roma caput mundi' e Julius Evola, disprezzo per i "fascistelli alla moda" e simboli che richiamano alla mente Terza Posizione, quel gruppo che negli anni settanta, anni di piombo, teorizzava "ne fronte rossò né reazione, terza posizione". Non è certo solo il calcio la passione che unisce gli appartenenti a 'Tradizione e distinzione', il gruppo ultrà della Roma che il ministro Pisanu ha accusato di esser responsabile degli striscioni nazifascisti apparsi nella curva sud dello stadio Olimpico durante Roma-Livorno.
Piuttosto lo dicono loro stessi sul sito internet a legare i suoi membri è un'amicizia cresciuta negli anni e che ha trovato il suo collante in quell'ideologia 'a destra della destra'. Certo, il pallone ha il suo ruolo. Ma sempre in quell'ottica "possono diffidarci, possono arrestarci, ma non potranno mai farci dire sissignore". 'Tradizione e Distinzione' nasce nel '96 a fondarla sono un gruppo di amici dei quartieri Bologna, Tiburtina, Collatina, Prati, Parioli e Portuense. E in pochi anni complice anche lo scioglimento del Commando Ultra curva sud, il gruppo che per decenni ha guidato il tifo giallorosso, e una sempre piu' evidente politicizzazione della curva diventa uno dei leader della Sud, imponendo le sue idee. "Ma noi non siamo prepotenti, né vogliamo prevaricare l'esistenza di altri gruppi. Il nostro unico intento è di far rinascere la sud unica, unita, forte e romana" dicono. Insomma, la politica non c'entra, quello che ci interessa è la Roma.
Sarà. Nel sito, però, al posto di Totti e Spalletti ci sono i libri di Pierluigi Concutelli, l'ordinovista con 3 ergastoli da scontare, e di Franco Freda, processato (poi assolto) per la strage di Piazza Fontana. E quelli di Leon Degrelle, il belga teorizzatore del "contro tutti i partiti e contro tutti i corrotti", partito volontario con le Ss e arrivato fino al grado di generale. Himmler, dopo averlo visto combattere, gli disse "se avessi un figlio vorrei fosse come lei". Cosa c'entra tutto ciò con il calcio è un mistero che il sito non chiarisce. Così come non è chiaro, a meno che non si voglia far politica, perché al posto dei cori intonati dalla curva vi siano frasi del tipo "ci sentiamo portatori, rappresentanti di verità ancestrali, innate dentro di noi che poco hanno a che vedere con la moda di essere di destra".
Poco chiaro? Basta scorrere qualche riga dell'introduzione "non ci sentiamo fascistelli alla moda. Vorremmo che non ci scambiaste per nostalgici del ventennio perché il nostro essere di destra va oltre certi pregiudizi e preconcetti basati e fiorenti nell'ignoranza". Per questo, forse, invitano a leggere 'Gli uomini e le rovine' ed 'Etica Aria', le basi del "tradizionalismo integrale" dell'ideologo fascista Julius Evola. E sempre per questo, forse, promuovono un bel volumetto sulla croce celtica, uno dei simboli più amati dal gruppo, e 'L'ultimo uomo bianco', un testo dichiaratamente razzista di Robert E. Howard, morto suicida a 30 anni.
Il ministro dell'Interno ha definito Tradizione e Distinzione un gruppo con "accertate abitudini a divulgare ideali nazifascisti" e ha ricordato che rischiano, se accertate le loro responsabilità, fino ad un anno di carcere. Loro, per il momento non replicano, anche perché una risposta al ministro l'hanno già data sul loro sito. E guarda caso ricorrendo ancora una volta ad un altro mito dell'estrema destra, Ezra Pound. "Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui".
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