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Montalban fa politica

Il risultato delle scorse elezioni nei Paesi Baschi è stato la riconferma del PNV, il Partito Nazionalista Basco, al potere nella regione fin dalla caduta di Francisco Franco. Una sconfitta per il Premier spagnolo Aznar, che per battere il PNV aveva messo in campo l'ex ministro degli interni spagnolo Oreja. La coalizione più penalizzata è stata Euskal Herritarrok, che tra l'altro comprende il braccio politico dell'ETA. Il ritorno alle azioni terroristiche dell'organizzazione indipendentista ha determinato un dimezzamento nei consensi di EH. Un successo a sorpresa invece per Izquerda Unida, l'unico partito spagnolo ad aver firmato, nel 98, l'accordo di Lizarra, che aveva permesso la proclamzione di una tregua da parte dell'ETA. Lo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban, famoso in Italia, tra l'altro, per il ciclo di polizieschi dell'investigatore Pepe Carvalho, ha firmato insieme ad altri intellettuali un appello per sostenere Izquerda Unida

"Ho sottoscritto l'appello per Izquerda unida" ha detto Montalban alla vigilia delle elezioni "perché ritengo che sia stata la formazione politica più equilibrata, che non ha fatto demagogia, e che ha sempre rivendicato l'importanza del dialogo come soluzione a questo difficile conflitto.
Non credo che abbia realmente una possibilità di andare al potere, ma potrà diventare una forza decisiva quando ci sarà da stabilire le alleanze. C'è bisogno della cultura del dialogo: nell'ultimo anno abbiamo visto un inasprimento del conflitto, e questo significa fare il gioco dell'eta.
Euskal Herritarrok, ad esempio, non ha mai condannato ufficialmente la violenza dell'eta. Io non sono d'accordo con chi sostiene la messa al bando di questo partito, ritengo che abbia una sua legittimità democratica, ma non posso sostenere chi non prende le distanze dagli atti di terrorismo".

La strategia di Eta sposta voti?

"La strategia di Eta punta a creare una sensazione di disturbo e di confusione terribili. Infatti è stata diretta anche contro il Partito Nazionalista Basco. In realtà credo che l'azione di ETA favorisca il Partito Popolare del premier Aznar, la destra spagnola. L'obbiettivo finale potrebbe essere proprio un incontro tra l'eta e il PP, ma per arrivare a questo credo che debba scorrere ancora molto sangue. Mi sembra una politica completamente suicida. 
Inoltre non credo che gli attentati dell'ETA modifichino i risultati elettorali, né che questo sia il loro obiettivo: si tratta di due logiche diverse".

Ma cosa c'è alla base del nazionalismo basco?

"Tutto il nazionalismo dipende da questi due fattori: il senso di appartenenza ad una memoria storica comune e la volontà di ricostruire l'identità nazionale dei baschi. Questa volontà in questo momento riguarda circa il 60% della popolazione basca. Ma anche settori non nazionalisti, ad esempio i socialisti, rivendicano la necessità di ricostruire un identità nazionale, attraverso metodi democratici e senza forzare la situazione. Altra cosa è l'indipendentismo: non tutti quelli che lottano per l'identità basca sono indipendentisti, anzi, credo che alla maggior parte della popolazione l'indipendenza dalla Spagna non interessi".

 



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