Bergonzoni torna dal 19 al 28 marzo al Ciak di Milano con "Madornale 33". Sarà uno spettacolo dove Bergonzoni imploderà o esploderà il monologo comico? Conterrà proposizioni morali? Sarà una somma della saggezza universale o ne esporrà solo dei frammenti? Il territorio esplorato sarà osservato al microscopio o al telescopio? E l'immagine derivante sarà definita o sgranata? La solitudine sarà possibile al cospetto di una platea? Le uniche certezze sono comunque la regia di Claudio Calabrò e le scene di Mauro Bellei che coadiuveranno Alessandro Bergonzoni in questa nuova avventura.
Sicuramente in scena ci sono Bastiana e Vanvera che altro non sono se non due esponenti di un coro, non numerosissimo, che per tutto lo spettacolo commenteranno ed anticiperanno gli accadimenti ai quali assisteremo; sicuramente c’è il Grande Shinai, una sorta di divinità, che affida a Fufyo, uomo forse pavido, forse ingenuo ma sicuramente curioso, l’incarico di andare in eremitaggio sul Monte Ombelico per trovare, nell’arco di trentatré week-end, trentatré verità in qualche maniera assolute; sicuramente arriva anche il grande Simeone, un’altra divinità, in grado di testare le doti di Fufyo e di accompagnarlo lungo il terribile percorso che lo porterà al Monte Ombelico; sicuramente ci sono anche un miliardo di cinesi che sorreggeranno con il protagonista, sempre più in preda alle visioni derivanti da un terzo occhio sviluppatosi da tanto eremitare, le sorti del mondo; sicuramente Fufyo di verità ne troverà e ne archivierà tante; ma saranno trentatré?
La scenografia di Mauro Bellei ci farà intravedere cose mirabili e percorsi probabili che l’eremita Bergonzoni dovrà affrontare in un vero e proprio calvario comico di resistenza e tenacia. Ed è proprio lì che la regia di Claudio Calabrò dovrà inerpicarsi per dirigere Madornale 33, il nuovo testo, il decimo della sua carriera, di Alessandro Bergonzoni.
Fufyo è il prescelto, tra milioni di uomini, forse predestinato dal fato o forse dalla sua lucida perspicacia, sarà lui al quale verrà affidato il compito dei compiti, il fulcro del pensiero umano: trovare le 33 verità fondamentali dell’esistenza. Fufyo ha la mente libera, un intuito felino, scarroccia solo quando la logica è molto rigida, ma è un’aquila appena questa può permettere sentieri più impervi, è in grado di dipanare ragionamenti sbriciolati, tenersi in equilibrio sui pensieri più alti o riconoscere il senso anche quando non è compiuto.
Shinai, che ben conosce il mondo e ancora meglio i suoi abitanti, sa che Fufyo è un uomo “adatto”: a cercare, a trovare, a vivere di solitudine sull’eremo della ricerca. Gli lascerà poche scaglie di sapere, alcuni consigli e un grande compito da portare a termine, poi lo abbandonerà a se stesso. Fufyo non è un uomo di meditazione, ma di azione mentale e l’eremo diventerà la sua palestra del pensiero, non ascetica, ma odorosa, gommosa, faticosa… Condirà con il sale dell’impossibile e l’olio dei “non si può dire” ogni riflessione, distrazione o classificazione, metterà i pensieri più profondi sotto a quelli superficiali, vedrà cose che non è dato vedere e scoprirà anche, insieme alla verità, tante innocue bugie.
"MADORNALE 33"
Scritto e interpretato da Alessandro Bergonzoni
Regia di Claudio Calabrò
Orari spettacoli : dal martedì alla domenica ore 21.00
Prezzi (incluso diritto di prevendita): platea 26 euro; galleria 21 euro
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Alessandro Bergonzoni
Teatro Ciak