home - Open air: sesso sicuro
Il mercato dei profilattici in Italia
Nel 2001 sono stati venduti in Italia 108,1 milioni di profilattici per un valore pari a quasi 94 milioni di euro. Delle vendite in volume il 64% è passato attraverso il canale farmacia, il restante 36% tramite il mass-market. Quest’ultimo ha visto negli anni un incremento progressivo del suo valore (+ 6.1%) che è invece rimasto costante per quanto concerne il canale farmacia.
Tra una canale e l’altro si nota anche una sensibile differenza di prezzo medio, che passa da 0.57 euro del mass-market a 1.05 euro in farmacia.
Le vendite maggiori si registrano al Nord Ovest e questo in entrambi i canali, con una prevalenza del mass market (36%) rispetto alla farmacia (27,2%). Relativamente alle altre aree Nielsen si assiste a un curioso spaccamento: mentre il Sud e le Isole acquistano preferibilmente al super/iper, il Nord Est predilige la farmacia. Per interpretare questo dato si può ricorrere a tre diversi elementi o fattori: la diffusione capillare raggiunta dalla grande distribuzione anche al Sud e nelle Isole; il prezzo del prodotto che è più alto in farmacia e sicuramente anche un aspetto culturale che vede penalizzato il libero servizio nelle aree meno scolarizzate, dove il profilattico non è ancora entrato a far parte della vita quotidiana come un prodotto “normale”.
Nonostante la sempre più ampia offerta di referenze, il profilattico più venduto, in entrambi i canali, è quello classico, col 55% delle vendite in farmacia e il 51,5% nel mass-market. Al secondo posto troviamo invece i profilattici “sottili”, più graditi dai consumatori del mass-market, con un 31,9% e meno da quelli della farmacia con il 22%. “Stimolanti” e “ritardanti” nell’Italia del nuovo millennio rappresentano ancora il fanalino di coda.
Anche per quanto concerne le confezioni si notano delle differenze: tramite il mass-market passa la vendita delle confezioni da 12 pezzi, mentre in farmacia si assiste a una leggera preferenza per la confezione da 6 pezzi.
Naturalmente si tratta di un prodotto stagionale con picchi di vendita in entrambi i canali nei mesi di luglio e agosto; in farmacia si aumenta la media annua di vendita anche nel mese di dicembre, probabilmente in occasione delle partenze per il Capodanno.
Per quanto concerne l’evoluzione degli investimenti pubblicitari si è assistito nel corso degli ultimi tre anni a un progressivo calo: da oltre 3,8 milioni di euro nel 1999, a poco più di 2,5 milioni di euro del 2001, a testimonianza che l’advertising classica non è lo strumento di comunicazione migliore, in questo mercato, per raggiungere il target, via via sostituito da altre forme di comunicazione legate all’area grande.
(Fonte: AC Nielsen 2001 )










